I conti (non) tornano

L’autunno inizia a mostrare i suoi muscoli. Pioggia, vento ed uggia la fanno da padrone. In questi giorni ci siamo appropinquati ad argomentare una riflessione, scaturita dallo studio di alcuni documenti della FIGC, e del neo eletto Presidente FIGC, Gravina.

Spiegando il dossier a pagina 128 si evince, nella stagione agonistica 2016/2017 le designazioni arbitrali sono state 419.006 mentre nella stagione 2017 /2018 ci sono state 413.803 ovvero 5203 in meno (- 1,24% ). Invece, a pagina 65 le designazioni totali sono state 616.037, evidentemente queste ultime tengono conto anche di AA ed OA.

Così come nel medesimo periodo 1.749 visionature – osservatori Arbitrali in meno (-2.19 ). Altro dato rilevante è l’aumento esponenziale delle gare non disputate per l’assenza dell’Arbitro si è passati da 52 del 2016 / 2017 a 73 del 2017 / 2018, 21 gare in più (40,38 % – fonte AIA, ndr).

Agli occhi del lettore un po’ più attento, i conti (non) tornano!

Sommando le partite ufficiali disputate regione per regione secondo il rapporto della FIGC, pagina 24, nella stagione 2016 -2017 si totalizzano 563.255 partite ufficiali disputate. Tale numero stride con quello riportato a pagina 65 pari a 433.301 partite ufficiali con direttore di gara.

I conti (non) tornano, pur sottraendo le 52 gare non disputate per l’assenza del direttore di gara e le 283 sospese per incidenti/infortuni, i conti (non) tornano.

E(O)rrori di stampa? O errori di conteggio nostri?

Spulciando i numeri ufficiali, emergono alcuni dati significativi, ci sono regioni molto attive con numeri di gare dirette, molto elevati ed altre più o meno opulente. Sempre tenendo ben presenti alcuni parametri dovuti quali rapporto fra numero di arbitri, squadre, campi di calcio, società, squadre… i conti (non) tornano.

Anzi, in questo caso tornano dicendoci che ci sono CRA, come forza regionale, sono composte in massima parte di associati diligenti e CRA dove i loro associati, sempre come forza regionale, preferiscono andare al mare o allo stadio, a formarsi cercando di apprendere da colleghi internazionali più esperti (Sic)!

Oppure sono molto influenzati, cagionevoli, poverini! Dividendo, difatti, il numero delle gare per il numero degli arbitri della forza regionale i conti (non) tornano!

Last but not least, direbbero gli Anglosassoni, alle pagine 21 – 22, 6, delle intenzioni di programma del Presidente FIGC Gravina, inerente l’A.I.A, leggiamo:
Al fine di assicurarsi il miglior funzionamento della vita associativa, dovrà avviarsi una fase di revisione degli strumenti normativi ad essa interni, non ultimo quello di giustizia […] essere in grado di assicurare la massima tutela, nel quadro del rispetto dei principi del giusto processo“.

Deo gratias, lo auspichiamo da tempo soprattutto alla luce di clamorosi casi di (in)giustizia da parte dei ricorrenti (vedi caso Gavillucci).

Altro aspetto non secondario, il Presidente Gravina termina il paragrafo dedicato all’A.I.A con la determinata intenzione o sforzo di : “…garantire il mantenimento a proprio carico dei costi arbitrali compatibilmente con le disponibilità economico – finanziarie del bilancio federale“.

E se questa compatibilità venisse meno (è di oggi la notizia della modifica statutaria di CONI SERVIZI con il pratico spossessamento della gestione dei fondi pubblici da parte del CONI per ri-attribuirli alla gestione statale..) che succederà?

Da via Campania solo applausi al programma e nessuna nota di distinguo.

Emblematico il testo dei Negramaro, La rivoluzione sta arrivando, atto a spronare ognuno di noi a scegliere da che parte stare in modo si possa concorrere alla costruzione contempla[t]tiva di valide alternative…

Come abbiamo visto, allo stato attuale, i conti (non) tornano.

Il direttore Fabio Bray

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Direttore Kintsugi

 

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