Pugno di ferro o prosciutto su…

La questione violenze negli stadi così come nei campi di categorie inferiori sterrati a livello dilettantistico è (arci)nota. Abbiamo assistito impotenti nelle ultime settimane ad aggressioni a giovani e meno arbitri di base. Dal nostro osservatorio, possiamo solo denunciare strillando, il problema va affrontato con ferrea determinazione, battendo i pugni e non con il prosciutto su…

Qualcuno può ed ha il dovere d’intervenire legiferando, invece a nostro avviso, interviene solo a livello epidermico o di cosmesi non… legiferando!

Sono troppi anni che il bandolo della matassa non viene dipanato… Cui prodest? Ovvero, a chi giova? Chi trae profitto dal non usare il pugno di ferro…? (repressivo). Anzi, qualche dirigente CRA, nel tempo ha sempre denunciato tali disdicevoli aggressioni con determinazione, parrebbe fosse stato inesorabilmente allontanato (speriamo sia solo una fake news).

Proviamo ad argomentare alcune possibili soluzioni sussurrate ad alta voce. Le sanzioni pecuniarie a società, quelle disciplinari ai calciatori o dirigenti violenti servono a poco, anzi, a nulla. I tafferugli fra opposte tifoserie sono il sintomo manifesto che il sistema presenta delle profonde lacune, meglio vora(g)gini. Per debellare l’atavico problema, affinché gli arbitri siano tali e non gladiatori, così come, gli stadi o i campi sportivi delle categorie dilettantistiche siano tali e non arene, ci vuole ferrea determinazione repressivo – educativa e volontà seria, atta a tutelare l’incolumità fisica e psichica di arbitri base, allo stato attuale finiscono spesso in ospedale.

Come deterrente repressivo – educativo oltre quanto sopra accennato, per essere credibili e non attori ovvero ipocriti (il significato di attore è quello di recitare un copione a soggetto… immedesimandosi totalmente nel ruolo, il riferimento non è casuale né didascalico!).

È opportuno quanto prima, iniziare a mettere sul campo politiche di radiazione delle società per l’intero campionato in corso come pena minima senza alcuna attenuante di genere.

Le violenze non sono tollerabili. L’arbitro deve avere la serenità di dirigere un incontro di calcio calpestando un rettangolo dove 22 uomini si affrontano anche in modo maschio mah sempre… sportivamente. L’arbitro, soprattutto quello di base, non può correre il rischio di trovarsi a calpestare l’erba di un campo di battaglia con due eserciti opposti rischiando di finire in ospedale o sperando di non subire aggressioni…

Lady Iron, M. Thatcher, il suo modello inequivocabile docet! Per debellare e tritare-frantumando gli hooligans in modo inconfutabile con i loro atti belligeranti e rappresaglie negli stadi Inglesi, la Signora M. Thatcher usò il pugno di ferro non il prosciutto.

Dopo i 39 morti della tragedia dell’Heysel del 29 maggio 1985 – poco prima dell’inizio della finale di Coppa dei Campioni fra Juventus e Liverpool – M. Thatcher, la Signora di ferro, si affidò alla repressione sia ritirando sine die (a tempo indeterminato) le squadre di calcio inglesi dalle competizioni europee sia legiferando con lo Sporting Events Act, la Public Order Act, Football Spectators Act, Football Offences Act, ai quali fece seguire altri provvedimenti, obbligando le società ad esborsare circa 350 milioni di sterline per adeguare gli stadi solo con posti a sedere, l’eliminazione delle barriere tra il campo di gioco e la tribuna, ecc…ecc.*

Un’ANSA del 6.5.2014 riporta un’interessante affermazione di G. Malagò, Presidente CONI invitando o esortando i vertici del nostro Paese ad emulare l’ex primo ministro britannico Margaret Thatcher:

«Basta vedere quello che ha fatto con gli hooligans, quello bisogna fare. Io, non legifero, quindi auspico che questo avvenga».

Come nostra consuetudine, abituati non solo a suggerire concrete soluzioni – a nostro opinabile avviso, di buon senso e ragionevoli – senza ipocrisia e scevri di prosciutti di Alta qualità, DOP e IGP, avendo il vizietto di spulciare i bilanci FIGC questa volta proponiamo uno schema riassuntivo, con i soliti rimandi… si notano macroscopiche differenze di dati e numeri che ben volentieri lasciamo commentare, interpretare liberamente i nostri lettori o detr… Attori.

Come già detto: “I conti (non) tornano… sempre”!

ANNO 2011

Voce significativa Fonte da cui è tratta Valore economico/statistico
Rimborsi AIA a bilancio Pag. 99 bilancio sociale FIGC 2012 €. 43.588.000
Gare ufficiali FIGC Pag. 24 bilancio Sociale FIGC 2012 591.495
Arbitri AIA totali Pag. 20 bilancio sociale FIGC 2012 34.728
Arbitri AIA a livello nazionale Pag. 20 bilancio sociale FIGC 2012 1899

 

2017

Voce significativa Fonte da cui è tratta Valore economico/statistico
Rimborsi AIA a bilancio Pag. 34 bil. integrato FIGC 2017 €. 44.190.000
Gare ufficiali FIGC Pag. 23 bil. integrato FIGC 2017 572.483
Arbitri AIA totali Pag. 22 bil. integrato FIGC 2017 32.290
Arbitri AIA a livello nazionale Pag. 22 bil. integrato FIGC 2017 1913

 

VARIAZIONI NEI SEI ANNI

Voce significativa Variazione %
Rimborsi AIA a bilancio +1,36%
Gare ufficiali FIGC -3,21%
Arbitri AIA totali -7%
Arbitri AIA a livello nazionale +0,7%

Domando a chiunque ma come è possibile tale risultato?

I costi dell’AIA sono composti in massima parte dai rimborsi gare (chilometrici per la stragrande maggioranza delle gare e con tariffe ferme da tantissimo tempo).

Negli ultimi anni gli spostamenti degli arbitri si sono ridotti drasticamente al punto che la battuta generale è: “si arbitra nel cortile di casa”. Tutto ciò in nome di una spending review pacificamente accettata in ragione della attuale crisi economica.

Solo per fare un esempio, di recente, Osservatori della categoria CAI (Interregionale a livello di Eccellenza e Promozione) hanno fatto un raduno a Pistoia ove il pranzo è stato offerto dagli associati e nessun rimborso auto è stato corrisposto.

Parimenti il raduno organizzato la settimana scorsa degli Arbitri CAN D si è svolto ad Arezzo ove la struttura è stata messa a disposizione gratuitamente dalla sezione.

L’altra voce significativa è il sostentamento delle sezioni e dei comitati regionali per l’attività di base.

Le provvidenze vengo assegnate in relazione all’attività svolta (cioè alle gare dirette) ed al numero degli associati.

Come si vede nel periodo c’è stata una drastica riduzione di entrambi i fattori; le sezioni sono diminuite come numero da 212 a 209.

Alcuni Comitati Regionali (Toscana e Emilia Romagna) chiedono il contributo delle sezioni per l’allestimento di raduni ed altre attività.

Il numero degli arbitri professionistici è sostanzialmente stabile (all’aumento in serie A degli addizionali prima e del VAR poi ha fatto riscontro una diminuzione degli organici di B e C).

Come è quindi possibile che il costo per la Federazione sia aumentato del 1,36% che in valore assoluto si quantifica in € 602.000???

Tale somma parrebbe non essere andata a beneficio di un’attività di base sempre più agonizzante, perché?

I conti (non ) tornano… sempre!

Il direttore Fabio Bray
redazione@kintsugi.associates

* Dopo la strage di Hillsborough il 15 aprile 1989 avvenuta allo Stadium di Sheffield 96 vittime e 776 feriti s’inizio’ a legiferare… Taylor diede un contributo fondamentale con il suo rapporto… In Inghilterra sono I magistrati a legiferare, aspetto rilevante per comprendere l’atteggiamento degli Inglesi.

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Direttore Kintsugi

 

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