Quando Sansone vuol morire con tutti i Filistei… E i più stanno a guardare

Anche il Consiglio centrale di Udine ha sancito l’inutilità di se stesso.

Non che ci fosse da aspettarsi granché ma, dalle prime notizie che trapelano, dover constatare che esso ha partorito il nulla in merito alla grave crisi istituzionale che sta attraversando l’AIA, non può che lasciare stupefatti.

Allora, in un estremo tentativo di scuotere le coscienze cercheremo di chiamarli per nome uno per uno, questi convitati di pietra, per vedere se riusciamo a dar loro un soffio di vitalità ultima prima che il Titanic, inesorabilmente già squarciato dall’iceberg (sentenza Santoro), non affondi miseramente a causa della pervicacia del suo accecato Achab, inesorabilmente abbarbicato alla caccia di una balena bianca che non esiste più.

In questo nostro manifesto dobbiamo partire da due principi cardine.

Gavillucci (e soprattutto i suoi Avvocati) ha il merito di aver scoperchiato il vaso di Pandora, ma il problema esisteva da anni e già la sentenza Greco l’ aveva ben evidenziato.
Un minimo di rispetto per l’Associazione da parte del suo presidente e tutto ciò a cui stiamo assistendo non sarebbe avvenuto.

Nicchi, a cui vanno riconosciuti meriti nella ricostruzione dell’apparato tecnico distrutto da calciopoli, non ha la patente per guidare l’AIA in una fase così difficile e riteniamo non ci sia nulla di male ad affermarlo. Non ha fatto studi giuridici, non è laureato, non ha mai fatto il manager, non ha alcuna esperienza personale nella materia che è necessario affrontare; in più ha questo sacro furore interno che lo porta a considerare gli altri o sudditi o nemici.

Non darà mai le dimissioni (il momento giusto era quello in cui ha firmato il reintegro di Gavillucci…) e se continueremo con queste situazioni negative e contrastanti porterà l’Associazione a fondo con lui con molte probabilità; speriamo di fermarci prima.

Preso atto di questo, allora, TUTTE le componenti arbitrali devono prendere coscienza che il problema è loro e non di qualcun altro (Governo, Coni, Figc, Leghe); gli “altri” che pure usufruiscono del buon servizio reso dall’associazione.

Sperare in un intervento esterno vuol dire chiamare un commissariamento che, è storicamente provato, ha sempre portato solo disastri associativi, a prescindere dalla persona del Commissario (Pierro e Ragno furono due ottime persone ma il loro lavoro produsse solo arretramenti, gli associati meno giovani ricorderanno benissimo …).

Allora…. Trentalange, che hai fatto dell’etica, della morale, della condivisione (si cresce per confronto ripeti sempre…) il tuo motto di vita, perché stai così zitto? Dov’era sabato la tua voglia di confronto? Sei ancora convinto, come vai dicendo in giro per l’Italia (che sommessamente stai valutando la tua già evidente candidatura, che tutti sanno, ma che non può dirsi…) che non sia ancora il momento? Ma il momento per fare cosa?

Quando arriverà quel momento? Quando Nicchi sancirà la spaccatura con la FIGC facendo ricorso al CONI o quando Gavillucci firmerà il contratto a Coverciano gettando nell’imbarazzo generale tutti gli associati, presenti e non?

Se davvero pensi di poter essere un Presidente per questa Associazione devi dimostrarlo ora! Esci allo scoperto, fatti consigliare dal buon Baglioni che avvocato lo è! Dì la tua! Il silenzio è colpevole…

Perinello, unico legale del gruppo, che hai lottato, fedele alla causa, ma ben sapendo che non avevi armi per contrastare un qualcosa già stabilito ai massimi livelli giuridici del nostro ordinamento, tu che vieni dalla più bella città del mondo e ti fregi di ciò non avendo la patente per l’auto, pensi davvero di apporre la tua firma (virtuale) in fondo al foglio che sancirà che la AIA e la FIGC sono istituzionalmente contro?

Abbi il coraggio di rifiutare una simile evenienza, chiama a raccolta giuristi che sicuramente conosci, cerca di far capire che occorre cambiare il regolamento, che occorre studiare soluzioni non “contro qualcuno” ma “per qualcosa” e questo qualcosa è semplicemente l’AIA.

Archinà, Zaroli, (Carbonari lo esentiamo….) fieri rappresentanti di due macro zone così diverse ma così importanti per la geografia dell’AIA, voi che sbandierate continuamente un (mite) dissenso sui metodi nicchiani di condurre le cose, quanta paura avete avuto di alzare la mano e dire “No!”? E perché?

Cosa racconterete ai vostri presidenti di sezione se lo stato attuale condurrà a Giugno (e ci auguriamo davvero di no!) ad una riduzione delle promozioni a causa della paura dei ricorsi sulle dismissioni?

Zaroli te la immagini una Lombardia con 5/6 promossi alla CAI e basta? Quanti ragazzi massacrati, delusi sull’altare dell’ignavia? Archinà, che potrà raccontare Quartuccio ai suoi attenti presidenti se la Campania avrà 3 promossi? E in Calabria quanti saranno?
E voi Rizzoli, Morganti, Giannoccaro, Gervasoni (anche qui ne esentiamo uno …) che tanta preoccupazione avete mostrato ad Udine sulla (fondatissima) ipotesi di subire una marea di ricorsi a fine stagione (a proposito darei una occhiatina anche alle graduatorie degli OA … hai visto mai si mettessero a fare ricorso anche loro … come vengono giudicate le loro relazioni? In base a quali criteri sono formate le loro graduatorie … di Assistenti che ci stanno già pensando ce n’è una marea … ahi ahi …) nulla nulla avevate da dire?

L’art. 25 parla chiaro. Agite con autonomia organizzativa nell’ambito delle vostre prerogative, ergo ne siete direttamente responsabili. Vi conviene proprio questo “silenzio degli (non) innocenti”? Noi crediamo di no ma fate voi …. Poi se oltre alle diffide di Gavillucci ne arrivano altre non stupitevi ….
E tu Rocchi, grandissimo Arbitro, vero vanto di tutti gli Associati ritieni davvero di rappresentare gli Arbitri in attività con il silenzio? Guarda che gli Arbitri in attività sono anche quei ragazzi che guardano a te con occhi pieni di ammirazione e cercano di imitarti nei campi di eccellenza e promozione in giro per l’Italia.

Non pensare di tutelare solo i 22 che trovi a Coverciano, pensa a loro. Voi (con grande ed indiscusso merito) ce l’avete fatta ma loro? Cosa hanno davanti come futuro organizzativo nel casino associativo in cui la testardaggine di Nicchi, di non ascoltare nessuno, li ha portati?
Non si può sempre dare la colpa ai presidenti di sezione stavolta la colpa di questa ennesima occasione persa è vostra! Voi avevate la possibilità di dare un segnale. Non era necessario fosse dirompente, ma un segnale era indispensabile, non averlo neppure accennato condanna tutti coloro che ad Udine c’erano il 2 Febbraio ad un futuro oblio che difficilmente sarà emendabile.

Questo perché, deve essere chiaro, il problema non è più Nicchi o Gavillucci, un reintegro o una graduatoria, il problema è come potremo impostare questa povera Associazione dopo oltre 100 anni che essa è stata fondata ed ha, sostanzialmente, ben operato.

Proviamo ad elencare i problemi sul tappeto nella speranza che sempre più ne prendano coscienza.

a) Aia associazione di diritto pubblico? Se si applicano le norme di diritto pubblico come si sceglieranno i prossimi OTN (tanto per fare un esempio) con un concorso ad evidenza pubblica? E quali saranno i tempi ed i modi? Meditate gente meditate…

b) Aia ricondotta ad associazione di diritto privato? Ed in che modo? Uscendo dalla FIGC (ipotesi che kintsugi auspica)? Ma come ed a quali condizioni? Una AIAxit francamente la vediamo proiettata molto in avanti nel tempo… e nel frattempo?

c) Nicchi va a Coverciano e dice agli arbitri di A “trovatevi un lavoro”. Una affermazione comica se non fosse tragica. Ma come tutelare gli attuali ed i futuri arbitri dal punto di vista previdenziale, remunerativo e normativo? I CO.CO.CO. non esistono più da anni nel nostro ordinamento giuslavoristico. Nell’AIA resistono. Aspettiamoci una bella causa di lavoro fra un po’…. O forse è il caso di pensare a ridisegnare la carriera di questi validissimi atleti in modo da tutelarne il futuro post impegno agonistico? Si dice da tanto ma nessuno (Nicchi in testa) ha mai fatto nulla.

d) E gli arbitri di C? Hanno lo stesso impegno dei più bravi con una età inferiore una speranza di carriera infinitamente più labile, zero ritorno economico, zero garanzie. Un esercito di precari obnubilato dalla speranza di fare il grande salto. E se qualcuno si offende alla parola “precari” vada a vedere quanti dei ragazzi di C oggi hanno un lavoro. Quali margini per loro che pure vengono da almeno un decennio di impegno praticamente quotidiano?

e) E le sezioni? Inevitabilmente desertificate da Sinfoniaforyou, come i centri commerciali da Amazon, hanno ancora ragione di esistere così come le abbiamo viste concepite da 100 anni? Qualcuno vuol incominciare a pensare che l’immagine va cambiata, che le sezioni ufficio sono solo un costo perché lo schedario è oggi una penna usb, perché l’attività amministrativa si fa con un tablet in tram, perché le riunioni si possono fare su skipe ecc. ecc. Stiamo chiaramente estremizzando ma pensare di rimanere ancorati alla visione dei filmati con il collega che spiega, alla visita del Cra, alla visita dell’ospite di grido ecc. ecc. significa essere più che ciechi e, soprattutto, costretti ad inventare presenze (o giustificazioni) alle riunioni obbligatorie che sono tali solo sulla carta. Non bastano 15.000 dimissioni nell’ultimo triennio ed una riduzione di oltre 3.500 associati nella forza complessiva per capire che siamo in recessione associativa o sarà necessario che ce lo spieghi l’ISTAT?

f) E la giustizia domestica? Ed il codice etico? E la gestione amministrativa? Tutte zone d’ombra frammiste fra voglia di non occuparsene, fastidio a parlarne, capacità di organizzarle, il tutto nella più completa confusione per cui, di fatto, ognuno si inventa un metodo suo con la speranza che vada bene. E va bene come più volte affermato dai presidenti di sezione “a seconda delle tue relazioni personali con il presidente”. Sarà stata una battuta (di cattivo gusto) ma gira da anni….

g) Altri aspetti, non marginali, come la violenza o il razzismo? Come ha efficacemente osservato Erreemmenews i recentissimi provvedimenti della FIGC hanno sancito una dicotomia assurda nell’affrontare il problema fra calcio professionistico e dilettantistico. Se la sospensione della gara, in caso di cori razzisti, spetta al responsabile dell’ordine pubblico cosa si fa in tutti quei casi (ovverossia il 99% delle gare) ove esso non sia presente? Si gioca lo stesso e si fa finta di niente? La responsabilità che non può prendersi Mazzoleni se la prende un ragazzino negli allievi regionali? E qual è il principio in base al quale si prende (o non si prende) quel provvedimento? Gli arbitri si sono continuati a picchiare praticamente senza soluzione di continuità. Perché una sola (para) sospensione dei campionati? Nelle altre occasioni non vi erano gli estremi? E quali sono questi estremi?

Basta. Ci fermiamo qua, altrimenti questo pagina di Kintsugi diverrebbe un libro ma i problemi sono tanti; Nicchi non ha la patente per risolverli, sicuramente nessuno oggi l’ha, pensando di poter fare da solo. Occorre una grande mobilitazione di tutti, una presa di coscienza generale, a prescindere dai ruoli e dai tornaconti.

Solo gli Arbitri effettivi devono essere esentati da questo perché il loro impegno settimanale già da il massimo contributo all’Associazione; il nostro invito a Rocchi in epigrafe era connesso alla sua partecipazione ad Udine ed al suo (diverso) ruolo in quel giorno. Torni a dimostrare che di “inconcepibile” c’è stato solo il giudizio fiondato ai microfoni senza un minimo di autocontrollo ed a far valere le sue doti sul campo. Gli Arbitri veri sono felici di questo.

Ma gli altri no! Sono (erano) stati eletti o nominati per questo; alcuni (Trentalange, Rizzoli e c.) riscuotono profumatamente per il loro ruolo non possono più fare finta di niente. Avevano una grande occasione l’hanno persa. Ne creino altre o si rassegnino ad affondare con questa aia quando essa sarà spazzata via da un evento oramai già evidente ma che tutti fanno finta di non vedere.

Gavillucci che entra, da Arbitro di serie A quale è di già, a Coverciano…

Il direttore Fabio Bray
redazione@kintsugi.associates

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Direttore Kintsugi

 

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