Ipse dixit

La Commissione disciplinare umbra dell’AIA sentenzia il ritiro della tessera :  “…aver parlato ai media senza chiedere alcuna autorizzazione all’AIA “.

Provvedimenti già noti e riservati ad altri soggetti – dirigenti (ex) membri AIA. Denunci pubblicamente mis/fatti? Proponi nuove soluzioni ? Rilasci interviste come in questo caso non autorizzate dal Presidente AIA M. Nicchi. Ex arbitri ed associati spesso dopo decenni di servizi ed onorabile appartenenza si vedono ritirare la tessera…

Questa volta è toccato all’assessore allo sport del comune di Terni. Ormai (ex) arbitro Elena Proietti. Nel 2014 fu aggredita con un pugno sul viso mentre dirigeva una partita di calcio di prima categoria Real Quadrelli -Trevana nel tentativo di sedare la solita ammucchiata selvaggia rissosa, ricevette un pugno sul viso. Tale gesto le causò danni permanenti ad un occhio/orecchio.  Dopo la denuncia pubblica in TV ed alla stampa (senza essere stata, secondo regolamento AIA, preventivamente  autorizzata) è giunto l’inesorabile provvedimento: “…aver parlato ai media senza chiedere alcuna autorizzazione all’Aia”. Tessera ritirata.  […] Nella concreta fattispecie – si legge nella sentenza AIA – a prescindere dalla mancanza di apposita autorizzazione da parte del Presidente dell’AIA, è di tutta evidenza una serie di reiterate violazioni da parte dell’associata, la quale con il suo comportamento, irrispettoso dei principi di lealtà, trasparenza e rettitudine, ha recato un grave danno all’immagine interna ed esterna dell’associazione. In particolare….

La risposta dell’assessore allo Sport ( FdI ) del Comune di Terni (ex) associata AIA ed arbitro Elena Proietti non si è fatta attendere: “ Ecco l’epilogo di questa tragicomica vicenda in cui chi subisce una violenza non né può neanche parlare né denunciare pubblicamente. Dopo 15 anni di onorato servizio mi viene ritirata la tessera perché ho cercato di sensibilizzare l’opinione pubblica contro la violenza sugli arbitri. Ad maiora“.

Lasciando le dovute conclusioni ai nostri lettori, ai Presidenti di sezione, agli (ex) arbitri, tutte teste molto pensanti, in modo particolare i Presidenti di sezione, l’anno prossimo saranno chiamati ad eleggere il nuovo ( si spera dopo tre mandati consecutivi ) Presidente AIA, ci piacerebbe tali provvedimenti fossero adottati solo dopo avvertimenti – ammonimenti verbali – scritti a tutela di tutti gli attori attivi delle controversie, in particolare di chi è stato radiato.

Nella Costituzione italiana, la libertà di stampa trova fondamento nell’articolo 21, argomentato con 5 commi atti a spiegare significato, estensione ed ipotesi di limitazione verso tale libertà.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione…” Art. 21 Cost. Italiana ancora in vigore.

Visti i motivi tematizzati dalla sentenza AIA, […]  i gravi danni subiti all’esterno – interno all’associazione…  a tutela dell’immagine sarebbe stato piu’ coerente – a nostro avviso – perorare la causa nelle opportune sedi, azionando adeguati strumenti legali, anziché rendersi responsabili dell’ennesimo atto d’imperio (secondo ottica radiato/a)  ovvero il ritiro della tessera, francamente non rende onore e giustizia alla storia nobile dell’ AIA.

I regolamenti se ritenuti o applicati d’imperio/ingiusti, per evitare analoga possibile ciclica sorte, andrebbero modificati, meditate Presidenti di sezione…meditate!

Il Direttore
Fabio Bray

 

Direttore Kintsugi

 

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