La gratitudine vs la petizione

…Di primissimo acchito sembrerebbe un valore ( aggiunto ) in via d’estinzione. Vogliamo ringraziare in modo sentito e sincero coloro i quali hanno avuto il coraggio ( uno/a per uno/a ) di sottoscrivere la petizione lanciata a sostegno dell’ex associata, arbitro AIA Elena Proietti indirizzata alla FIGC affinchè le restituisse la tessera. La causa è nobile (noi) continuiamo a crederci ancora. Siamo convinti, considerati tutti gli ex arbitri che si son visti ritirare la tessera AIA per non essere stati autorizzati a rilasciare pubbliche interviste o dichiarazioni, il risultato per/conseguito è stato notevole. Tuttavia, i numeri parlano chiaro, dei 33000 arbitri in tantissimi non hanno avuto la sensibilità sufficiente per apporre la firma. Ci siamo chiesti quali fossero state le cause o motivazioni di una così massiccia mancata partecipazione. Le risposte (il)legittime sono molteplici. (Forse) Non è stata adeguatamente promossa e divulgata? ……lo escludiamo in modo categorico!

E’ venuto meno un pilastro fondamentale “ la nota solidarietà e spirito” all’interno e fra gli arbitri? Ci sono altre motivazioni a noi (s)conosciute? Il clima attuale all’interno delle sezioni considerate le prossime elezioni presidenziali AIA non l’hanno esplicitamente o implicitamente permesso? Ognuno tragga pure le sue conclusioni. Per ora, ha vinto l’aforisma di gioveniale memoria: “ Panem et circenses” . Anche se a dire il vero, viste le tante notizie ogni settimana di violenze subite nei campi di periferia, insulti, epiteti, angherie dagli arbitri base AIA, anche quelli che non hanno ritenuto opportuno firmare la petizione, colleghi/e di Elena Proietti, riteniamo abbiano poco pane ( compensi minimi per i seri rischi sempre in agguato ) ed altrettanto circo mediatico…ovvero divertimento. Elena Proietti docet! L’ultimo caso di cronaca in terza categoria a Proceno. Arbitro aggredito, sarebbe stato prima colpito con un calcio allo stomaco poi con un pugno. Partita sospesa e direttore di gara in ospedale. Sono intervenuti i carabinieri e alcuni giocatori sono stati ascoltati in caserma.

Tuttavia, kintsugi ringrazia anche loro, ( pur senza aver avuto l’audacia della firma e solidarietà per la petizione…) sicuramente avranno avuto i loro buoni (in)sindacabili motivi. Ad majora!

Il Direttore
Fabio Bray

 

Direttore Kintsugi

 

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