Così parlò Zarathustra

Also sprach Zarathustra. Ein Buch für Alle und Keinen “ di F. Nietsche…‹‹[..] Il suo personaggio principale è sceso dalla montagna al mercato per portare l’insegnamento all’umanità ››.

Per mesi abbiamo urlato come i Tartari nel deserto le nostre convinzioni attinte da autorevoli fonti…Abbiamo scritto pagine di fatti, proposte, numeri ed altro.

Oggi, finalmente fra metafore ed allegorie i tanti Zarathustra iniziano in punta di piedi a parlare di un clima difficile all’interno dell’AIA, fra sostenitori alla candidatura di M. Nicchi per il quarto mandato        ( speriamo siano pochi numericamente irrilevanti ) e gli avversari, ovvero chi non tollera la sua quarta candidatura ( speriamo siano numericamente rilevanti ). Meglio tardi che mai! In molti chiedono un progetto di riforme mai attuato, di recente anche l’ex arbitro internazionale R. Boggi (sfidante perdente di Nicchi) ha dipinto un quadro con colori cupi ( eufemismo ) così come altri ex arbitri, ex dirigenti…si son vista ritirare la tessera AIA ( Associazione Italiana Arbitri ) per aver democraticamente e civilmente denunciato anche pubblicamente ciò che andava, secondo loro, denunciato e manifestato.

Ipse dixit

In sostanza, (non solo da coloro che sono considerati dissidenti o insubordinati ) ma da piu’ fonti, si chiedono/pretendono riforme che vadano oltre l’ordinaria amministrazione….il puro mantenimento del potere fine a se stesso autoreferenziale. Si avverte la necessità d’istituire una scuola di Alta formazione per una nuova classe dirigente che sia adeguatamente preparata – formata e al passo con i tempi degna della nota fama internazionale che storia dell’AIA ha sempre avuto in passato, confermata con i fatti ( tanti Arbitri e formatori Internazionali ).
Il prossimo Presidente AIA dovrebbe possedere caratteristiche peculiari oltre le competenze e conoscenze tecniche, dovrebbe unire con magistrale autorevolezza le varie anime, voci, carismi, parrebbero da anni soffocati all’interno AIA, non dividere con dispotica autorità: “ dividi ed impera “ di procustiana memoria.
Negli anni il numero degli Arbitri si è ridotto sensibilmente di oltre 6 mila unità. Ogni settimana gli Arbitri base nei campi di periferia ( tutti hanno iniziato calpestando lo sterrato dei campi periferici  anche coloro che poi dirigeranno gare nazionali di altre categorie e serie anche internazionali ) vengono aggrediti e spediti in ospedale con prognosi serie.

Spesso sono poco piu’ o meno ragazzi/e, hanno il diritto di essere tutelati, non solo dalle forze dell’Ordine o dalle società come da regolamento.

L’AIA è organo con rigida struttura apicale e gerarchica, quasi militaresca nell’organigramma. Dunque se il Generale perde la battaglia non può che andare in pensione senza indugi o tentennamenti.
Ci piacerebbe inoltre fossero smentite o confermate le voci inerenti l’inclito contratto ed eventuali benefit del Presidente AIA M. Nicchiforse sarebbero stati all’epoca concessi da Tavecchio. Da quanto filtra e con le dovute cautele parrebbero ( condizionale d’obbligo ) confermati dal Presidente Figc Gravina secondo quanto:
http://m.claudionassi.com/primo-piano/collina-pensaci-tu-1173 asserisce.
Se così fosse o non, Presidente M. Nicchi, lei ha l’obbligo morale di smentire o confermare quanto si vocifera pubblicando cifre e dati del suo contratto e dei suoi eventuali benefit.
Non per mera e morbosa curiosità o per perché vogliamo fare i conti in tasca sua, lungi, semplicemente per trasparenza in quanto l’AIA (Associazione Italiana Arbitri) è finanziata con contributi e risorse pubbliche. Quindi, ogni contribuente ha il diritto di conoscere estremi e compensi di contratti/benefit dei pubblici funzionari/dirigenti.

Non può essere solo una sua strategica mossa o benevolenza se e quando lo riterrà ( mai ) opportuno dircelo con buona pace di tanti che lo stipendio lo pagano a lei ed ai suoi piu’ stretti collaboratori e consiglieri.

Su questo l’AIA (lei in primis) continua a serbare un senso della privacy francamente inspiegabile e davvero fuori tempo…anacronistico! Ma non è mai troppo tardi per rimediare. Restiamo fiduciosi per un nostro senso di Alto civismo che ci ha sempre contraddistinto…siamo sempre stati garantisti fino a prove contrarie.
Tale responsabilità però non può ricadere solo sull’AIA, che non tocca l’argomento ad oggi, ma anche i politici di qualsiasi colore del passato- recente ed attuali, che invochiamo – invitandoli, affinchè facciano la loro parte a tutela del Bene Comune e per lo sviluppo da tanti, auspicato per la gloriosa AIA che ha formato nel passato gli attuali vertici degli arbitri FIFA e UEFA. Meditate Presidenti di sezione e CRA…meditate!

Il Direttore
Fabio Bray

 

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Direttore Kintsugi

 

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