Paolo Casarin, nell’enciclopedia dello sport Treccani. Marcello Nicchi?

Il 20 maggio scorso il grande ex arbitro Internazionale e designatore Paolo Casarin ha compiuto 80 anni. Un curriculum da urlo, 200 partite in serie A; finali Coppa Italia 1984, finale di andata 1986, finale di andata 1988. Ha diretto gare dei Mondiali 1982 finale della Coppa delle Coppe 1985. Campionato d’Europa 1988. A carriera conclusa, nel 1988, un’apposita amnistia gli consentì di diventare designatore della serie A e B, nonostante avesse superato l’anno di squalifica per esternazioni contro il sistema arbitrale nel 1981 e 1983; tenne l’incarico sino al 1996-97, modernizzando i criteri di allenamento e di istruzione. È stato componente della commissione FIFA, del Comitato designazioni ai Mondiali del 1994 negli Stati Uniti e del Centro di allenamento arbitri di Dallas. In sintesi quanto l’Enciclopedia Treccani argomenta. Ci fa enormemente piacere trovare nelle sue parole conferme autorevolissime alle nostre “storiche” tesi inerenti sia la presidenza AIA sia alcune modifiche messe in atto sempre da Marcello Nicchi aspirante a conseguire il quarto mandato consecutivo alla guida della prestigiosa AIA ( Associazione Italiana Arbitri ).
Casarin, non le manda a dire, Deo gratias non usa il tanto odiato politically correct, in un’intervista rilasciata ai microfoni di Radio Punto Nuovo ha dichiarato: “ … è stato un disastro aver separato C.A.N A e C.A.N B. ( Commissione Arbitri Nazionale) Un po’ come se una squadra non avesse sostituzioni. Si dà sicurezza ad un incapace e si tolgono speranze a chi è dietro e vorrebbe salire“.

Singolare un arbitro del suo spessore e carisma si sia ritirato relativamente presto. “Davo fastidio a tutti . – continua Casarin – Scrissi un articolo sul fuorigioco e fui proposto per la radiazione. Bisogna essere precisi ed informare bene, per quanto riguarda gli arbitri“.
Invece a sorpresa dopo l’internazionale Boggi, anche Casarin non è tenero, in merito all’attuale presidente dell’Aia Marcello Nicchi sostiene: “E’ stato con me 7 anni nel periodo in cui ero il designatore. Lui arbitrava a modo suo, ma non so l’evoluzione perchè non ho più avuto contatti con lui. Ma da ciò che so dall’esterno mi pare una persona abbastanza autoritaria”. Conclude sui quattro mandati: “Non ne capisco la motivazione, non succede da nessuna parte al mondo“.

Asserzioni molto autorevoli, dovrebbero far riflettere in tanti scuotendo le coscienze… soprattutto chi ha sempre proferito parole manifeste e traboccanti di considerevole Amore per l’AIA, presidenti di sezione ed altri attori attivi in primis, con il loro voto, potranno insindacabilmente confermare ( l’incomprensibile anomalia tutta italiana dei 4 mandati ) oppure decideranno di far suonare la campana  all’attuale presidenza ( suona per tutti prima o poi ) svoltando definitivamente dopo alcuni lustri pagina e chiudendo l’era del Presidente Marcello Nicchi.

Il Direttore
Fabio Bray

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Direttore Kintsugi

 

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