Orizzonti

Quando si cambia orizzonte, vita, compagni di viaggio per una delusione o un tradimento, qualunque sia il legame, pensiamo di aver capito ed immaginato il peggio e che altro di brutto sicuramente non ci sarà.

Invece no.

A volte la gragnuola di ulteriori aspetti pessimi ci invade e ci fa sentire ancora più stupidi per non averlo capito anche prima che bisognava rovesciare il tavolo.

Perché questa introduzione? Perché oggi leggiamo questo: “Truccano le carriere per arrivare in serie A”.

Si parla di fatti dello scorso campionato di calcio

Ora con ogni possibile cautela immaginabile e con la salvezza del civilissimo principio  Innocente fino a prova contraria , per ciò che rigurda l’AIA appare sicuramente censurabile il metodo dal punto di vista deontologico.

Considerazioni a peso dei giudicandi, aggiustamenti, preferenze, insomma un sistema tarato sulla assoluta prevaricazione e sui bilanci a tavolino , non sul valore dei soggetti.

Ma gli arbitri non sono i custodi della neutralità??

Per carità non è una novità la caratteristica dell’essere umano  di tendere a sostituire il merito con considerazioni assolutamente ultronee, ma quando lo leggi in una associazione che non perdeva occasione per censurare aspramente chi non fosse stato duro e puro allora ti cadono le braccia.

Vogliamo parlare a tal proposito dei “processi”(una parolona )per chi semplicemente invitava alla lettura del presente mezzo di informazione?O metteva un famigerato Like?

Di chi si è ritrovato censurato per aver parlato di una esperienza positiva presso la propria sezione poi successivamente tristemente cambiata e varie altre.

Una casistica fra il comico il grottesco e l’inverecondo.

Ma quello che chi scrive non riusciva davvero a capire era perché poi questi soggetti in cuor loro ne soffrivano sinceramente.

Poi ho capito.

Perché sbagliavo a ragionare troppo cinicamente. Per il mio carattere avrei durato al massimo 15 giorni e stop in quell’AIA invece per queste persone vi era un legame vero, sincero con questo ruolo, una parte impeccabile da non sporcare.

Fu allora che decisi di dar voce a questo malcontento poiché non si può giudicare in base  ai propri valori ma a quelli che la vita, l’esperienza ha portato quel soggetto a voler perseguire intensamente le sue idee che possono essere anni luce diverse dalle mie ma proprio per questo rispettabilissime.

Non è un caso se fu una donna Evelyn Beatrice Hall( e non Voltaire come erroneamente spesso si crede) a scrivere “ Non condivido la tua idea ma darei la vita perché tu la possa esprimere!” in The Friends of Voltaire con lo pseudonimo di S.G.Tallentyre – maschio ovviamente- nel lontano 1906.

In altre parole non posso censurare chi si dispera per la morte di un gatto o un cane con la solita frase di poco senso”..ah beh allora le disgrazie vere..”

Nossignori poiché quel dolore in quel momento  può toglierti il fiato poiché era l’unica tua fonte positiva della tua vita all’epoca ed era quasi tutto per te.

Dunque ognuno ha il suo senso del dolore del dispiacere e della dignità.

Quando scrivemmo di Nicolosi e delle sue vittorie mi commossi anche io con assoluto rispetto e mi sentì anche piccina nel non riuscire immediatamente a provare un cosi grande trasporto in qualcosa come invece provava l’arbitro ed ingegnere Nicolosi il quale accorato  mi riferiva di sentire profondamente  nella sua carriera e nel suo ruolo di Arbitro e di appartenente all’AIA. e ciò che voleva dire per lui quell’ingiusto ed arbitrario esautoramento.

Non sono sentimenti di altri tempi ma sono al contrario granitiche convinzioni che rendono migliore il mondo: essere  Arbitri per Nicolosi e altri significa “io sono diverso da lui” , dove Lui sta per chi è scorretto fazioso di parte. E non avevo compreso l’ importanza di avere un ideale di tal fatta.

Poi in altro campo  io stessa ho subito di recente quello che credo potrebbe essere definito un tentativo di estorsione affinché soprassedessi su alcune richieste e lì per lì ci si rimane anche male…ma poi si risorge perbacco e si lotta, vada come vada.

E si vince.

Platone lo ricorderete ..”Come i vasi , così gli uomini possono essere d’oro d’argento o di bronzo a seconda del metallo di cui son fatti….. .Ecco proviamo con il merito a rimanere nella prima categoria, e grazie per avermelo fatto capire!

Cristina Parnetti

11741cookie-checkOrizzonti
 

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *